Feb 10, 2013 - tecnologia    No Comments

LA TERRA E’ DA SALVARE : ECCO IL PIANO

terraù.jpgTroppo spesso ce ne dimentichiamo che la terra ha bisogno di essere curata , ma dobbiamo sforzarci di pensarlo anche perche’ dalla Terra dipende tutto. Prima di tutto la nostra sopravvivenza ma anche il nostro benessere e la nostra salute. Intanto gli impatti negativi non si contano piu’ , il nostro ecosistema e’ a rischio di distruzione,ma per fortuna gli interessi rivolti alla salvaguardia del nostro pianeta si stanno moltiplicando in controtendenza al volere delle lobby e i governi ciechi. Entro il 2030 raddoppiera’ il consumo di elettricita’ ma fonti rinnovabili e la ricerca ci aiuteranno a vivere senza lo strapotere del petrolio. Ecco che per esempio a Paragi e Shanghai sono stati inventati i muri vegetali contro il cemento, oppure basta vedere come siamo vicini all’auto elettrica capace di nutrirsi di energia solare.

A Friburgo in Germania del Sud bici e tram sono alimentati con pannelli solari , le case riciclano il calore  e l’energia che occorre allo stadio viene alimentato con il fotovoltaico; ma il bello della cosa e’ che sono stati i cittadini a volerlo e non lo stato.

albero-terra.jpgEcco allora anche i giardini che avranno la loro parte di storia con la scoperta (dalle foreste tropicali) che le piante cresciute volutamente sui muri (veri giardini sulle pareti)  con i loro microrganismi nascosti nelle radici contribuiscono a ripulire l’aria  assorbendo l’anidrite carbonica , combattendo le polveri sottili, isolando in maniera termica e fonica gli ambienti, mantenendo stabile il tasso di umidita’ nell’aria e proteggendo gl’intonaci dalle piogge acide.

ECCO ANCHE UN BELL’ESEMPIO ITALIANO:

murivegetali.jpg«E’ ora per Piacenza di porsi delle sfide e rendere la città una capitale del verde in Emilia ed Italia, per contrastare le polveri sottili, depurare l’aria e creare una città sana ed accogliente per i suoi cittadini. Cosa fare nella prossima Amministrazione? Da subito smettere di considerare il verde un semplice ornamento e tornare a gestirlo con attenzione, competenza, professionalità, istituendo un ufficio del verde che sappia coinvolgere sia i professionisti piacentini sia i cittadini, informandoli e facendoli partecipare ai progetti, per evitare che si verifichino ancora le incresciose vicende di piazzale Plebiscito e viale Risorgimento. Ma è necessario andare oltre e saper immaginare e progettare un verde diverso dal solito giardinetto ritagliato tra i palazzi. Oltre ai parchi promessi e mai attuati, Parco delle Mura, Parco del Po e il parco agricolo di cintura, per contrastare l’eccesso di costruzioni di questi anni, cominciamo a realizzare in città su edifici comunali, scuole, palestre, ma anche edifici dismessi, capannoni, aree logistiche, pareti vegetali e tetti verdi, come stanno facendo in tutta Europa a Parigi Londra, Zurigo e Lione per contrastare in questo modo l’inquinamento urbano, isolare termicamente parti di edifici, aumentare la permeabilità di aree cementificate e l’umidità e creare al contempo bellezza e salute per i Piacentini. Pensiamo ad esempio al tratto esterno dell’autostrada A 21 che passa sopra la città ricoperto di rampicanti verdi fissati ad apposite strutture, come è stato già proposto da un gruppo di architetti piacentini, o ai capannoni della logistica ricoperti di tetti verdi. Non sono stranezze ma una delle nuove tendenze dell’architettura ecosostenibile che aiuta a ripulire l’aria, sfrutta gli spazi urbani in verticale e corregge situazione di degrado o di cattiva progettazione urbanistica. Piacenza è una città inquinata ed è ricca di aree mal progettate e poverissime di verde, dal Polo logistico a Borgo Faxhall all’area ex Unicem a Vicolo del Guazzo, un verde nuovo sarebbe utilissimo».

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LA TERRA E’ DA SALVARE : ECCO IL PIANOultima modifica: 2013-02-10T09:50:00+01:00da af3591
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